venerdì 22 maggio 2009

Uccellacci e uccellini (o come fare un viaggio verso un concerto, e ricordarsi di più il viaggio che il concerto)

(Scorrere la pagina per il video dal vivo di Anonanimal)

Conosco Andrew Bird da pochissimo tempo, appena dieci giorni circa. Ma mi è bastato per farmi rapire per dieci giorni (circa).
Partito da Bologna senza l'indirizzo del Musicdrome (recuperato poi da amici), regionale cambiato a Parma, catapultato nella Milano Centrale, subito nella metro. Utilissimo oggetto: le mappe affisse, nella metro, di Milano. Hanno tutti gli indirizzi, ed anche via Paravia. Quadrati H/G 12/13 (hmmm) Hmmmm.... Ok, linea 2, rossa, fino a Bandiere Nere, poi verso nord per via Pisa, poi dritto per viale Aretusa, poi via Paravia, camminando e guardando in alto, sorridente, tra le case popolari con i viali centrali alberati con la gomma per terra ai parchi giochi per i bambini, quella nera, morbida, che fa rimbalzare; ad un balcone tre faccie colorate che tifano per una squadra, con la bandiera esposta, a chiaccherare. Autobus che va nella mia direzione... nah. A piedi.

Arrivato, alle 20. Un mucchietto di persone fuori dal locale, io molto tentato a fischiettare qualunque brano di Bird ho ascoltato negli ultimi dieci giorni, rischiando ovviamente di sembrare presuntuoso o, peggio, saccente. Una birra da 66cl dal bar vicino, scolata prima dell'apertura dei cancelli, con molte sigarette. Guardando il cielo, domandandomi sulle persone che sarebbero arrivate e che forse conoscevo solo via rete.

Il locale non è enorme, ma è quasi pieno. La prima cosa che mi balza agli occhi (e continua a rimbalzare) è quel doppio finto grammofono tinto di violarancio, usato ogni tanto durante il concerto per creare un effetto fra il Doppler, un delay ed un echo. La seconda è una sorpresa, è che... non c'è la batteria?? Neanche un synth, hammond o quant'altro? Oddio, questa non ci voleva.

Per la cronaca, non adoro i concerti in acustico e nemmeno i concerti alla one man show; dopo un po' mi sembrano ripetitivi e scontati, chiunque sia il suonatore.
Conoscendo tuttavia la quantità di loop station e strumenti che suona Bird ed essendomi tremendamente affezionato alla sua musica speravo che non mi sarei annoiato più di tanto.

Nei giorni scorsi mi resi conto del perchè mi piace così tanto, qualche giorno dopo i primi ascolti scollegati da condizioni emotive estreme. Si è posto, all'interno della mia testa, in una specie di limbo sonoro-emotivo; tranne brani esplicitamente dolorosi (soprattutto di tematica amorosa o vicinanze, Armchairs ad esempio), gli altri non provocano tanto reazioni emotive intense quanto mentali/logiche e di natura analitica (testuale/musicale) - Imitosis per dare un esempio più che esplicito, Scythian Empire, Anonanimal o lo stesso Weather Systems, brano suonato al bis. Infatti lui stesso affermò in passato che considerava "la musica indie un po' monotona/noiosa", e infatti non appartiene - in quanto musicista tout-court - a questo genere (perdonate la parola idiota). I suoi studi strumentali sono di musica classica, e le strutture musicali provengono in gran parte anche dal country e il blues (guarda Andrew Bird's Bowl Of Fire), sia come impostazione che come qualità del testo. La componente colta della musica di Bird (intesa all'interno della cultura musicale occidentale, non scaldatevi) è man mano diventata predominante nella sua produzione personale, cosa maggiormente confermata nel concerto. Probabilmente infatti sarebbe stato più interessante un ascolto (listening) dei suoi brani, più apprezzabili in una sala concerti, senza rumori, fischi o applausi se non alla fine dei brani (perchè quando si battono le mani ritmicamente con alla base una loop station, a lei non interessa minimamente l'accellerazione del clapping da tutti noi sgarbati esseri imprecisi e analogici, e tutti si va fuori tempo, cosa che notò anche lui dopo Anonanimal: "Nice try with the clapping!". Sorridente, ovvio, ma la frecciata c'era tutta).

Però suonare l'interezza dei brani usando una sola scala musicale - per forza - a meno che non si cambi strumento (cosa che Bird fece ogni tanto con la chitarra elettrica interrompendo le loop station), mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, anzi no, di vuoto; alla lunga è stancante e ripetitivo, che è esattamente il motivo per cui non gradisco i concerti a one man show.

Il gioco musicale, fra esecutore e ascoltatore, si basa sui cambi "d'umore" della musica, sulla delusione delle aspettative, che è poi la componente di creazione e canalizzazione dell'emozione e del pensiero in direzioni poco immaginabili ma sicuramente interessanti e quantomeno inaspettate; cosa che Bird sa fare molto bene, ma che sfortunatamente non è riuscito far passare nel concerto, confinato fra 2 gambe e 2 braccia.

Infatti aggiungendo un testo già di per se pieno di significanti ad una struttura musicale complessa, si deve pur avere una relativa libertà nei movimenti, fisici e mentali, che permettano al musicista sia di esprimersi a sufficienza, che di non collassare sotto il peso di una struttura musicale troppo pesante da sostenere. Tuttavia quest'operazione, a meno che non si faccia con il sostegno di altri musicisti affidabili, come nel migliore dei cantautorati esteri o domestici (guarda Damien Rice ma anche, più vicino, Paolo Benvegnù o Cesare Basile), è di difficoltà impressionante, e non è detto che sia un'operazione che riesca, nonostante, in questo caso, le improvvisazioni strumentali e i stravolgimenti vocali che tramutavano brani come Scythian Empires o Plasticities.

Ma Bird sembrava più occupato nel pensare cosa piuttosto che come, cioè nel cambio degli strumenti e nel pensiero del come ottimizzare senza creare vuoti, scoprendosi - da un lato - improvvisatore e compositore istantaneo (per prendere in prestito il termine instant composing da Tristan Honsinger), con la differenza che lui non lo è.
Così i bellissimi virtuosismi sia vocali che strumentali non essendo sostenuti da un'andatura naturale come quella di una sezione ritmica umana (dunque imperfetta), sono risultati pesanti e poco delicati.

Per questo motivo fui più che contento nell'ascoltare, come conclusione, un bellissimo Weather Systems, brano spostato più verso la parte classica del suo repertorio, con pause e silenzi, dove sia l'assenza di suono, che la varietà ritmica con rallentandi e accelerandi è veramente preziosa ed emotiva: "......weather systems of .... the world", il brano del concerto che più è riuscito a commuovermi, a pochi minuti dalla fine.




Per poi riascoltare tutti gli album di fila, camminando verso la stazione di Milano Centrale di notte, andando a fiuto e indicazioni stradali, guardando gli edifici che diventavano man mano più antichi, e dopo 2 ore e mezza di cammino circa, stremato, addormentarmi su una panchina della stazione ed aspettare il treno dell 6.00 per tornare a lavorare a Bologna.

E non essere ancora certo se quello che ho visto era effettivamente Andrew Bird, e quanto mi ha lasciato dentro, perchè la sensazione che ebbi al ritorno, riascoltando gli album, era quella che forse mi piaceva di più l'ideale di un Andrew Bird nella mia testa, con il fischettare mio che si confonde col suo. Semplice, lineare, infantile e cantilenato, come poco prima di andare al concerto, quando, su viale Aretusa, si ammorbidiva ogni passo sulla gomma dei parchi giochi dei bambini.

lunedì 11 maggio 2009

I'm in a Lull


Ho appena letto l'ultima bozza che preparai per questo blog. Risale a Febbraio, dentro parlavo di Andrew Bird, bravo cantautore/polistrumentista Statunitense (Chicago, IL) e di come una dolce presenza me lo fece scoprire insieme ai Karate e a Vinicio Capossela. Sì, lo so, imperdonabile vivere in Italia e non conoscere Capossela.

E allora rieccomi, a metà maggio, in questa primavera che solo tale non è, ma d'altronde mi lamentavo anche quest'autunno, didn't I?

Nel frattempo sono riuscito:
  • A conoscere la musica di Andrew Bird (appunto) ed arrivare ad un tale livello di adorazione da decidere di non andare al lavoro il 18 Maggio. Infatti arriva a Milano per un'unica data italiana, che era inizialmente programmata alla Casa 139, poi spostata al Musicdrome (ex Transilvania) per l'enorme richiesta. E' un secolo che non compro biglietti in prevendita, ma venerdì scorso l'ho fatto, scoprendo per caso l'unica data su lastfm. In concomitanza con l'aver appena iniziato ad ascoltarlo. Strano, eh? :)
  • Ad ascoltare tutti gli album di Capossela (appunto), pochi giorni prima di vederlo dal vivo in piazza Garibaldi a Parma, il 25 Aprile, emozionandomi tanto, scoprendo inoltre che suonava con compagni musicisti come Vincenzo Vasi e Achille Succi, entrambi improvvisatori di alto livello, membri (ex?) del collettivo BasseSfere di Bologna. Tornando a Capossela, Ovunque Proteggi e Da Solo sono due album meravigliosi, ma considerate la mia opinione fuorviante, c'è sempre una donna dietro ogni uomo che dice che una musica è meravigliosa (ma anche no). Da ascoltare con attenzione, e con i sensi.
  • Ad uscire da un gruppo (i Phidge, che ringrazio per la compagnia di quasi un anno e i bellissimi concerti in giro per l'Italia) ma rientrare subito in un altro, gruppo che accompagnerà la Compagnia Fantasma (sic) in un nuovo progetto attualmente in lavorazione. L'Orchestra Fantasma dunque?
  • Arivare a provare tanto, tanto, tantissimo. 15 ore a settimana, minimo.
Questo come assaggino. Riuscirò a scrivere altri post prima di Settembre? Mah.

Intanto, come suggerisce la foto (non di Andrew Bird), il 29 di Maggio suonerò con Andrea Piermattei allo Spazio InDue, in vicolo Broglio 1/F, a Bologna (google maps). Consiglio di affacciarsi presto perchè sarà affollato. :)

*e mio insegnante di musica improvvisata alla scuola popolare di musica Ivan Illich qualche anno fa...

mercoledì 11 febbraio 2009

Noooo, vivo ancora dopo due mesi?

Sì, ma solo per annunciarvi che dopodomani, Venerdì 13, sarò in veste di batterista a suonare con due gruppi (i Phidge e Andrea Piermattei) in un concerto acustico multiplo all'Arteria (myspace)a Bologna. Tutto ciò sullo sfondo della giornata "M'illumino di meno" ideata da Caterpillar di RadioDue e promossa e organizzata da Legambiente Emilia Romagna.

Scaletta dei gruppi:
Acoustic Jam (Rock-Blues Acustico)
La Mora Romagnola (post-rock)
Pan-demonium (trick-nez)
Magpie wedding (folk–postrock)
Cupido Motel (Indie-rock)
*Andrea Piermattei (Cantautoriale/Folk-rock)
Shiva Bakta (Folk-pop)
*Phidge (Indie/alternative)

Se considerate che con Andrea suono alle 22.30 e con i Phidge alle 23.30, allora avete tutto il tempo di scappare da tutti i vostri lavori ovunque siate in Italia (o paesi limitrofi) e volare fin qua nei modici prezzi dell'ultimo minuto di bryanair o altri (cioè svenandovi).

Ma non è obbligatorio (anzi sì, lo è).
:D

martedì 30 dicembre 2008

Rendicontizzimizzamenti, o, come lasciare la rete pubblica per un pò e credere ancora di farne parte, o, alleluia, finito l'an(n)o, o, readitandweep

Come una lista della spesa, anzi no, come un pasticcio di accaduti dell'ultimo mese:

- Spese disumane; davvero si crede di uscire da un periodo di non lavoro con le ossa intatte e la tasca piena prima di sei mesi da quando lo si trova?
- Suonate in concerti a profusione : con i Phidge al Point di Egna (BZ) il 4/12, Fermata 23, Modena con Athebustop il 5/12, Circuito Sonoro Festival a Bolzano il 13/12, all'ARCI Kroen, Villafranca di Verona il 20/12...
- ... e con i Travellers, sabato prossimo (3/1), all'Ecoteca, Pescara per un mini live reggae con brani originali.
- Ascolti quadruplicati:
  • L'ultimo dei Notwist che non dispiace affatto (ma necessita di ascolti ripetuti per apprezzarlo)
  • I Battles con l'album d'esordio Mirrored, gruppo ....-rock (eh, no, mi rifiuto di chiamare un altro genere) con componenti molto esperti: Batterista ex Helmet John Stanier, chitarrista Tyondai Braxton (figlio di Anthony Braxton, uno dei più grandi improvvisatori e compositori jazz del secolo), bassista Dave Konopka (ex Lynx), e chitarrista Ian Williams (ex Don Caballero). E tutti questi elementi che si occupano anche di tastiere ed elettronica, per una giostra di suoni con voci che ricordano i Chipmunks (o, per i meno acculturati, Cip e Ciop =). Se non li conoscete, fatelo il prima possibile. (Sia i Battles che i Chipmunks, che, per gli ultraignoranti, Cip e Ciop)
  • Il nuovo album dei Mogwai; a proposito, suoneranno il 9 Febbraio all'Estragon a Bologna. Chi non c'è meglio che abbia veramente dei validi motivi, cioè l'equivalente di un VIP molto ma molto carino a letto e a disposizione. Con foto che comprovino.
  • Ovviamente i Massimo Volume di cui sono riuscito a perdere ogni singola data che hanno fatto in giro per l'Italia, e di cui NON scriverò ALCUNA recensione, a meno che l'università di Bologna non mi faccia passare automaticamente i 7 esami dovuti e mi dia l'Honoris Causa (tanto c'e l'hanno pure i due Rossi, l'uno corre su due ruote e l'altro urla con 10000W, beh, urla non è proprio vero, poveraccio)
  • Rosolina Mar, gruppo ECCEZZIONALE della provincia veronese (da cui fregherò qualche fill giusto perchè adoro Andrea Belfi, batterista di enorme sensibilità sonora)
  • Athebustop (Claudio e Miriam) con i quali abbiamo condiviso il palco a Modena e mi commossero enormemente
  • Karate, bravo a me che non li conoscevo fino a un paio di settimane fa, bravo veramente, e ora (beh, non proprio, il 2005) che si sono sciolti per "problemi di udito" di Farina devo ascoltare tutti i loro album per punizione finchè non mi vengono problemi di udito, ben fatto tommy, veramente ben fatto.
  • I Glorytellers, ma no, è meglio di no...
  • Bon Iver, ad accompagnarmi queste serate di freddo gelato e poca neve scesa su Bologna, ottima colonna sonora da persone perdute a quelle perse, per ricordare che essere diversi vuol dire essere vivi (... e voi X sapete quanto v'amo)
- Tutto questo mentre
  • La nuova casa prende forma sotto il peso del settimo e ultimo coinquilino
  • Gli amici spargono sapienza in giro per l'italia...
  • ... io i suoni...
  • intanto fra Milano, Lugano e Bologna, colori mi riportano in vita con la loro sincerità.
- Un po più criptico, si, ma anche un pelo più saggio ne uscirò da 'sto duemilaeotto che mi ruppe ossa, naso e cuore. E questo grazie a chi sa - perchè l'ho detto - di aver commesso bene facendomi stare sull'orlo delle crisi di panico, piangente ubriaco su via del Pratello, o ridotto a feto in letti ospiti.

Dunque addio, anno 2008. Piacere averti conosciuto, grazie del dolore e della felicità.

E benvenuto 2009.

lunedì 24 novembre 2008

Silenzio temporaneo

..troppo occupato con la vita reale..

sabato 15 novembre 2008

A hope defined


Al tuo sguardo
Ai tuoi gesti
Al tuo dolore
Alla tua cura

venerdì 14 novembre 2008

La Nostra Città

E'
la nostra città
una città piccola
e non ci passano i tram
ma
ci passa il fiume
e sopra il fiume le foglie
e sopra le foglie il sole
che di Novembre è un attimo
come di ferro lucido
delle città importanti
dove ci passano
i tram.

Gianmaria Testa
- La Nostra Città da Da Questa Parte Del Mare (2006)

mercoledì 12 novembre 2008

Punti di vista

Nick Cave and the Bad Seeds - As I Sat Sadly By Her Side da No More Shall We Part (2001)

Leggetevi i testi (qui ad esempio).

Buon ascolto e buona visione.

martedì 11 novembre 2008

Arretrati

E all'improvviso, la nebbia appare a Bologna. Alle 17.36 in punto, all'uscita dal lavoro, con lo sciopero dei mezzi. E' una giornata bella, sono stanco perchè dormo poco, ma sono felice di me.
La luce al neon sfalsata dalle molecole di umidità fa sembrare surreale tutto questo.
La pioggia dei giorni scorsi diede da bere alle piante, e pare che lo farà anche nei prossimi giorni. Non vedo l'ora.

Casa. Cibo. Con la famiglia allargata. Risi e bisi. Racconti, di fronte al te caldo. Psiche (cuore) e chiacchiere.

Paresse e buone dosi di rum. Altre chiacchiere, con persone sconosciute. Risate e sorrisi notturni. Andato e tornato in bici stanotte, e fa freddo; finalmente l'autunno mi fa sentire la vita.

Per le prossime puntate (con pigrizia, dunque anti-internet per eccellenza) una scaletta improvvisata di post da fare, per ricordare a chi segue, e a me.

- I Massimo Volume, che sto adorando da Sabato, e che mi accompagneranno nei momenti di odio o perdizione maggiore
- Paolo Benvegnù, con cui scambiai soli due brevi messaggi, ma pieni d'energia
- I Mars Volta (gruppo proveniente dalle ceneri degli At The Drive-In di cui ho scritto qui, con l'album The Bedlam in Goliath uscito nel 2008, pieno di ritmi sincopati
- La mia casa e la mia famiglia allargata ad almeno 20 elementi
- L'autunno, o quel che ne resterà quando avrò finalmente conquistato il mio spazio vitale e inizierò a guardare fuori dalla finestra
- Lei, la musa che cambia forma ed identità... e a proposito:

...non sai che tutto fa parte di te, i pensieri si perdono, i tuoi occhi si illumineranno... e il sole ti bacerà i sensi e i tramonti dei tuoi giuramenti si dissolveranno... tutto fa parte di te...
(Paolo Benvegnù - Interno Notte da Le Labbra - 2008)

Sempre di Benvegnù la chicca del giorno; Cerchi nell'acqua (da Piccoli Fragilissimi Film del 2004), un brano di una bellezza insostenibile.
Buon ascolto e buona visione.


lunedì 10 novembre 2008

Il primo dio

In previsione di eventuale post sugli Massimo Volume, che ho iniziato ad adorare da Sabato mattina (8 di Novembre), grazie ad un messaggio di stato su gmail.
Scommetto che non sarebbe mai potuto succedere diversamente.


Alla Paresse di Domenica sera, sotto le stelle.
Ai sensi.

"E' nella pioggia oggi il vostro grido"



Massimo Volume - Il Primo Dio dall'album Da Qui (1997)

Buon ascolto e buona visione.